In questo articolo sto per mostrarti una strategia collaudata che ti consentirà di verificare la validità della tua idea e capire se merita il tuo tempo, il tuo denaro e quello dei tuoi soci o di possibili investitori.

E’ la stessa metodologia che io e il mio socio Jonny Lo Piscopo usiamo per verificare i nostri business e che applichiamo anche ai progetti di chi ci chiede di iscriversi ai nostri Workshop per Imprenditori, prima di ammetterli a partecipare, e anche successivamente, per decidere quali inserire nel Programma di Investo in Italia per aiutarli a crescere velocemente.

Se non ti affidi al suddetto metodo, l’alternativa è seguire quello “tradizionale” o “artigianale”, molto facile da spiegare.

Come funziona? Semplice!

Percorso tradizionale

Penso a un problema o a un argomento che mi sta a cuore e mi appassiona e inizio a immaginare le possibili soluzioni sino a quando non ne trovo una che sembra essere la più convincente.

Oppure, più semplicemente, mi viene in mente, all’improvviso, un’innovazione per una qualsiasi cosa e da lì decido che potrebbe essere interessante svilupparla e metterla sul mercato.

 “In fondo ho sentito tante storie di successo che sono partite così, quasi per caso, per cui perché non dovrebbe succedere anche a me con la mia invenzione?”.

E allora provo a parlarne con le poche persone di cui mi fido, selezionate tra i veri amici e i componenti della mia famiglia, e se, come spesso accade, la loro reazione è positiva, inizio a svilupparla e a definirla dal punto di vista tecnico e operativo.

Se va bene ho già le competenze e capacità per farlo da solo, altrimenti mi devo affidare a tecnici specializzati, pagandoli di tasca mia o, se accettano, concordando una quota in partecipazione del progetto.

Dopo tanto tempo e svariati tentativi, la soluzione sembra essere pronta e approfondita nei minimi dettagli.

E’ quindi giunto il momento di brevettarla, seguendo la procedura prevista e, possibilmente, affidandomi a un consulente esperto che mi aiuti a tutelarla in tutte le sedi e nei Paesi del Mondo in cui ritengo opportuno farlo.

A questo punto sono passati almeno due-tre anni da quando ho iniziato, ho speso non meno di 40.000 euro e non ho ancora guadagnato un centesimo.

Se io e i miei soci abbiamo esaurito i fondi, il progetto entra in una fase di stallo e l’unico modo per andare avanti è ricevere un finanziamento dalla banca o privato, tramite uno o più investitori.

In caso positivo, se riusciamo a trovarli o se abbiamo ulteriori capitali a nostra disposizione, possiamo investirli per iniziare a produrre e commercializzare il prodotto o servizio che abbiamo ideato.

Ma spesso capita che:

a) Superata la fase iniziale, ci rendiamo conto che per farlo conoscere e acquistare in massa, ci servono molti più soldi e molto più tempo di quello che avevamo preventivato

oppure e ancor peggio:

b) il mercato non risponde come credevamo e, nonostante gli investimenti pubblicitari, pare che nessuno voglia o possa acquistare il nostro prodotto o servizio.

In entrambi i casi succede, salvo eccezioni, che il progetto non riesca a decollare, rimanendo piccolo e senza mai fare il salto di qualità e di scala che avevamo sperato oppure che si decida di abbandonarlo per dedicarsi ad altro.

Un “piccolo” business significa che, per farlo funzionare, dobbiamo occuparcene in prima persona e con grande impegno: anziché aver trovato il mezzo con cui raggiungere la libertà personale ed economica, ci siamo acquistati un posto di lavoro.

Decidere di abbandonarlo per dedicarsi a qualcos’altro è indubbiamente più consigliabile, ma spesso non è possibile, perché si è ormai arrivati a un “punto di non ritorno”, a causa delle risorse già investite e degli impegni presi, oppure manca il coraggio di abbandonare la propria “creatura” e lo si vive come un fallimento.

Questa è, come detto, la strada “tradizionale” cioè quella seguita dalla maggior parte degli inventori e aspiranti imprenditori.

Da parte mia non c’è nessun giudizio negativo e biasimo se hai deciso o deciderai di intraprendere questo percorso, anzi!

Hai tutta la mia stima e considerazione… ce ne fossero di più di persone come te, con la tua voglia di fare e migliorare e che, anziché lamentarsi, fanno accadere le cose!

Solo che io mi occupo di far conoscere e utilizzare un approccio professionale al business e non di mandare le persone allo sbaraglio sul mercato, a farsi infilzare dalle baionette del nemico!

E’ molto ammirevole tutto ciò, ci vuole un grande spirito di sacrificio e tanto coraggio, ma nel 2015 esiste un altro modo di fare business e di sviluppare un nuovo progetto, senza correre i suddetti rischi e accelerando il processo.

Molte delle cose descritte più sopra valgono comunque, ma si tratta di procedere in modo più mirato, scientifico e, se vuoi, anche più cinico. Ma è una questione di sopravvivenza, di selezione naturale, e in questi casi non si può andare tanto per il sottile o farsi guidare dai sentimenti.

Ed ecco, come promesso, la mia strategia:

7 semplici passi per iniziare a tramutare la tua Idea in un Successo planetario senza rischiare di rovinarti la vita e il conto in banca

Se hai già un progetto o intendi svilupparne uno, usa i punti seguenti per fare le opportune verifiche ed eventualmente correggere la rotta o integrare le attività previste in ciò che stai già facendo.

Controlla un punto alla volta, cercando di  essere oggettivo e cinico, per cui se il tuo progetto non dovesse rispondere anche a uno solo dei requisiti indicati e se il tuo obiettivo è farne un grande business, modificalo in modo opportuno o, se non fosse possibile, abbandonalo senza pietà e rimpianti.

Risparmierai un sacco di tempo prezioso, di denaro e soprattutto delusioni cocenti in seguito

1° STEP
Concentrati su un problema o un desiderio che abbia un reale e ampio mercato

Significa non fare l’errore, che molti commettono, di partire da una semplice intuizione iniziale e di portarla avanti ostinatamente, senza chiederti e verificare prima se là fuori esistono persone interessate e soprattutto disposte a pagare adeguatamente per quel prodotto o servizio.

Lo stesso vale se tieni esclusivamente conto solo delle tue passioni e competenze, nonostante la nicchia di riferimento sia troppo piccola e poco redditizia.

Se la tua grande passione sin da bambino è la “mircomologia”  e conosci vita, morte e miracoli delle formiche, probabilmente non avrai problemi a scrivere una guida sull’argomento, ma, finché rimarrai in ambito scientifico e ristretto agli appassionati come te, è impossibile che diventi un progetto redditizio e di larga scala.

Oppure la tua passione è cucinare e allora potresti aprire un ristorante. Ma se il tuo obiettivo è quello di seguire ciò che ami fare, passando il tuo tempo in cucina, anziché occuparti della crescita del business, non andrai molto lontano e, se tutto va bene, rimarrai in un ambito locale.

La passione la devi mettere nel costruire il tuo business e farlo diventare grande. Quella è la tua passione!

Stiamo parlando di costruire un successo planetario e conseguentemente milionario o miliardario, per cui penso sia utile riportare ciò che Mark Cuban, uno degli sharks americani, ha dichiarato in una recente intervista e ripete spesso in altre occasioni:

“Segui la tua passione” è probabilmente il peggior consiglio che tu possa ricevere!
Dimenticati di trovare e seguire la tua passione.
Concentrati invece sulla ricerca di grossi problemi.

Grossi problemi vuol dire grossi ritorni e il segreto è proprio quello di trovare un segmento specifico e non troppo affollato da altri competitors, in cui riesca a emergere la tua innovazione, e allo stesso tempo abbastanza grande e proficuo.

2° STEP
Assicurati che sia profittevole, riproducibile e scalabile

Si collega al punto precedente.

Per quanto la tua idea possa essere brillante, innovativa e utile per l’umanità, devi sincerarti che sia in grado di originare un flusso di denaro, un cashflow, che sia:

  • generato sin dall’inizio, per cui il tuo business dimostra subito di essere profittevole, altrimenti non è un business
  • duraturo e ripetibile per enne transazioni/acquisti, senza limitazioni di alcun tipo, e quindi è riproducibile
  • crescente nel tempo, per cui può passare da centinaia a migliaia e anche milioni di clienti, senza eccessivi sforzi e senza dover dipendere da te o da poche persone di talento, per cui si dice che è scalabile.

Molto spesso mi scrivono per propormi idee per risolvere problemi ambientali o altre lodevoli iniziative, ma quasi sempre di difficile realizzazione, sia perché troppo costose, sia perché l’utilizzatore finale non è egoisticamente disposto a pagare per quel tipo di soluzione, di solito più cara di ciò che esiste in commercio, in quanto non ne vede i benefici immediati.

E’ possibile che nel tempo queste idee diventino profittevoli e siano riproducibili e scalabili, ma per arrivarci bisogna prima educare l’utente, mediante lunghe e dispendiose campagne di sensibilizzazione, oppure si dovrebbero attuare azioni di “lobbing” presso le autorità competenti e legiferanti, per fare in modo che la nostra innovazione diventi una scelta obbligata e venga adottata in modo diffuso.

Entrambe le strade, come puoi ben immaginare, non sono praticabili dalle persone normali, ma solo dalle grandi Corporations e non basta qualche milione di euro per raggiungere l’obiettivo.

3° STEP
Forma un Team forte e in cui siano ben presenti i 3 Poteri Magici

strong teamIl più delle volte l’inventore, per sua forma mentis e per la tradizione “artigiana” italiana, tende a essere un battitore libero, poco propenso a fare squadra con altri e, le poche volte in cui succede, accetta di condividere il proprio progetto solo con persone come lui, cioè tecnicamente competenti e preparate.

In sostanza, sia che lavori da solo, che in team, il focus è concentrato solo sul Primo Potere Magico – Capacità e conoscenze tecniche e produttive, trascurando gli altri due, altrettanto importanti, che trovi ben descritti in questo articolo: 3 Poteri Magici per trasformarti da Inventore a Rockstar!

Si tratta di:

2) Controllo, gestione e sviluppo finanziario

3) Marketing e Vendite.

Se anche tu ti ritrovi nella stessa condizione o se, comunque, disponi solamente di uno o al massimo due dei 3 Poteri Magici, allora inizia a cercare e coinvolgi prima possibile nel tuo Team altre persone che abbiano i Poteri mancanti oppure, anche se è molto più lungo e complicato, applicati e studia per acquisire anche tali competenze.

4° STEP
Costruisci un Brand

Va bene concentrarsi sullo sviluppo operativo della tua idea, ma allo stesso tempo o ancor prima focalizzati sul costruire un Brand forte!

In italiano Brand viene tradotto con “marca” o “marchio di fabbrica”, ma in realtà ha un significato molto più ampio.

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Ecco i loghi delle più importanti aziende del mondo. Quelle che hanno anche un brand forte probabilmente ti evocano dei principi di valore e ti suscitano delle emozioni, gli altri ti lasciano indifferente

Il Brand non è solo il nome, il logo aziendale o il prodotto.

Il Brand è come il tuo prodotto/idea/azienda vengono percepiti dai clienti e quale tipo di associazioni mentali ed emotive esso suscita in loro.

La costruzione del tuo Brand inizia mettendo a fuoco la Missione, la Visione e i Valori che vuoi che la tua azienda esprima e trasmetta alle persone. Se non hai chiari questi concetti, non riuscirai mai a costruire un brand.

Contestualmente puoi iniziare a definire il tuo Brand Positioning, cioè come vuoi essere percepito dai tuoi clienti e in quale “collina” della loro mente, cioè in quale nicchia di mercato vuoi essere posizionato ed essere riconosciuto come il leader di categoria, e quindi iniziare a comunicarlo in ogni occasione, senza paura di essere ripetitivo.

Come ricordo durante il Workshop per Imprenditori, nella sezione dedicata all’argomento:

“Ogni azienda oggi è innanzitutto un’azienda di comunicazione!”

E cosa deve comunicare? Ma il suo Brand Positioning, ça va sans dire!

Tieni inoltre conto che, lavorando bene sul tuo Brand, potrebbe essere superfluo brevettare il tuo progetto, perché avresti comunque acquisito un vantaggio competitivo sul mercato, difficilmente colmabile anche da chi vorrà copiarti.

5° STEP
Suscita interesse per la tua idea e testala prima di fare i passi successivi

Come detto, prima che l’idea per un nuovo prodotto si concretizzi, sia esecutivo il brevetto e arrivi il momento per andare in produzione, passano generalmente diversi anni.

Il mio consiglio, come già detto al punto precedente in riferimento al Brand, è quello di sfruttare questo lasso di tempo anche per iniziare a far conoscere la tua soluzione e testare l’interesse del mercato.

Anche se non puoi ancora renderla pubblica, puoi comunque verificare se il problema che risolve o l’esigenza che soddisfa sono realmente sentiti e quanto le persone sarebbero disposte a pagare per avere la soluzione, suscitando allo stesso tempo curiosità e alimentando le aspettative. Inoltre potresti chiedere quali features potrebbero essere più importanti per loro e sviluppare il tuo prodotto di conseguenza.

Tieni conto che oggi, grazie alla comunicazione online, ai social media o alle piattaforme digitali di crowfunding, si tratta di un’operazione accessibile a tutti, senza particolari investimenti.

Così facendo, quando sarai pronto per uscire sul mercato, non dovrai partire da zero, ma avrai già un pubblico e un bacino di potenziali utenti pronti ad acquistare.

In tal caso, il consiglio è di non farti fregare, almeno all’inizio, dalle “economie di scala”.

E’ vero che se produci un milione di pezzi, anziché diecimila, il costo unitario scende notevolmente, ma per te è più importante ridurre al minimo indispensabile gli investimenti necessari e soprattutto testare il tuo prodotto o servizio, prima di fare passi più importanti.

Prima ho scritto che spesso capita di chiedere il parere iniziale ad amici e parenti.

In realtà sarebbe meglio chiedere il parere a persone competenti ed esperte di business, ma, ancor di più, l’unico feedback che conta veramente è quello delle vendite!

Lo ripeto, perché è troppo importante:

l’unico feedback che conta veramente è quello delle vendite!

Se le persone acquisteranno ciò che avrai da offrire, significa che è un progetto valido, supportato da un Marketing altrettanto valido.

Se non succede o solo in minima parte, significa che sei sulla strada sbagliata e quindi devi cambiare il prodotto o il suo marketing o entrambi, stop!

Non c’è altro da dire o aggiungere!

E allora, ritornando alle tue prime vendite, considera che il loro scopo deve essere innanzitutto quello di darti un riscontro attendibile prima di fare i passi successivi.

Oltre a ciò, servono anche a fare “cassa” e a consentirti gli ulteriori investimenti, ma di questo parleremo tra poco.

6° STEP
Mostrati più grande di quello che sei, ma viaggia Leggero

Jeff Bezos, quando racconta come è nata Amazon, ama ricordare che una delle sue maggiori fortune è stata quella di avere pochi soldi, perché così non poteva permettersi di sprecarne e ha dovuto ottimizzare ogni processo sin dall’inizio.

Certo, se vuoi affidarmi qualche milione di euro da investire in un nuovo business non ti dico che mi farebbe schifo e che non saprei come farli fruttare, ma in realtà sono perfettamente d’accordo con il buon Bezos.

Se il tuo business ha bisogno di un investitore che ci metta uno o più milioni di euro, altrimenti non parte, per me non è un buon business!

Un buon business per me è bene che sia, almeno nella fase iniziale, auto-sostenibile.

Come scritto in precedenza, deve essere profittevole il prima possibile, tramite le sue vendite, con conseguente cashflow positivo, da reinvestire nei passi successivi.

Può arrivare un momento in cui, per fare un salto di scala, è necessario un finanziamento importante dall’esterno, ma non può essere così dall’inizio. In tal caso significa far dipendere il tuo successo da un fattore al di fuori del tuo controllo, aleatorio, che non è detto che si verifichi e, in caso contrario, rimarresti inchiodato.

Questo tipo di business, che si auto-mantiene, senza aver bisogno di risorse esterne, si definisce Bootstrapping e, come avrai già capito, è il mio modello preferito.

Se pensi che sia limitato, considera che successi mondiali come GoPro e Techcrunch rientrano in questa categoria, con la prima che è nata nel 2002 ed è arrivata a quotarsi in borsa nel 2014 per quasi 3 miliardi di dollari, senza aver avuto bisogno di un solo centesimo da investitori terzi.

lean startup eric ries

The Lean Startup di Eric Ries – Come oggi gli imprenditori usano continue innovazioni per creare business radicalmente di successo

Oltre al Bootstrapping, un altro principio che mi piace molto, che consiglio a te e a chi ha un progetto di business da sviluppare, è quello di Lean Startup, come descritto dall’impreditore e scrittore Eric Ries nel suo libro.

E’ il concetto di ottimizzazione dei processi e riduzione degli sprechi caro a Bezos e sviluppato per la prima volta in modo scientifico dalla Toyota.

Nel tuo caso significa ridurre al minimo gli investimenti necessari e i costi fissi

Significa ad esempio affidare la produzione a terzisti, senza dover investire in aree e impianti produttivi di tua proprietà, attrezzature e macchine industriali, assunzione del personale e così via.

Significa esternalizzare tutto ciò che è possibile, compresa la logistica, la gestione contabile, l’assistenza clienti o la comunicazione, e comunque mantenere il controllo su questi diversi “satelliti” che compongono la tua azienda.

Questo ti consentirà, oltre a ridurre gli investimenti, di essere molto più flessibile, “liquido”, secondo la definizione del filosofo Zygmunt Bauman, e quindi più pronto ad ogni eventuale cambiamento o correzione di rotta che il mercato, in forte e costante mutamento, dovesse chiederti.

Se credi che non sia possibile delegare a terzi e che non sia applicabile nel tuo caso, considera che siamo nel 2015, nell’era di internet, per cui, volendo, puoi affidarti a persone o aziende esterne di qualsiasi luogo d’Italia o del Mondo.

7° Step
Fallisci velocemente

Ma che stai dicendo?
Mario, hai scritto troppo e ti si è fuso il cervello?

Fino ad ora mi hai parlato di come portare al successo il mio business e adesso mi dici che devo fallire e devo anche farlo velocemente?

Non so se anche tu hai pensato la stessa cosa, leggendo il 7° step.

In tal caso è perché abbiamo due diverse interpretazioni della parola “fallimento”.

Probabilmente anche tu associ “fallimento” a quello giuridico-aziendale, inteso come il fare bancarotta e dover portare i libri in Tribunale.

Questo tipo di fallimento reputo che sia un vero e proprio dramma, soprattutto in Italia, e non lo auguro a nessuno.

Quello a cui mi riferisco è la capacità e il coraggio di provare, di testare, sbagliare, cambiare, riprovare e quindi, a forza di correzioni di rotta, arrivare al risultato migliore possibile.

Intendo il fallimento come Thomas Edison, l’inventore della lampadina a incandescenza:

Non ho fallito, ho solamente provato 10.000 soluzioni che non hanno funzionato”.

E non solo, durante questo processo Edison ha investito il denaro a sua disposizione per assumere più persone e poter fallire più velocemente, perché significa arrivare prima alla soluzione.


Barbara Corcoran 2Per cui ti auguro di fare lo stesso.

Ti auguro di fare il maggior numero di test possibili e di ricevere tantissimi feedback, come descritto in precedenza, senza temere quelli negativi, ma tenendoli nella giusta considerazione per migliorare la realizzazione della tua idea.

Non fare l’errore della maggior parte degli imprenditori, soprattutto in Italia, che tende a innamorarsi della propria “creatura” e che preferiscono non ricevere riscontri ed eventuali giudizi negativi, per poi scoprire dopo tanto tempo e soldi investiti che non funziona e rischia di essere un flop.

Ti posso capire. Ma non va bene.

In qualunque punto tu sia nello sviluppo del tuo progetto, all’inizio, in attesa del brevetto o già in produzione, fai subito le verifiche e le eventuali correzioni necessarie, seguendo i 7 steps sopra indicati, prima che sia troppo tardi.

Per tua comodità, te li riassumo qui.

Clicca con il tasto destro e quindi su “Salva immagine con nome…” per averla sempre a portata di mano e usarla come tua check-list da controllare periodicamente:

7 steps per il Successo - INVESTO IN ITALIA

Se parteciperai al nostro prossimo Workshop per Imprenditori, previsto il 2 e 3 ottobre a Genova, avrai la possibilità di approfondire tutti questi argomenti e di far compiere un bel salto in avanti al tuo progetto, compresa l’opportunità di avere un qualificato feedback da un team di investitori, da noi invitati allo scopo.

E dopo potrai rimanere in contatto con noi, per avere il nostro supporto, e interagire nel nostro Gruppo Segreto su Facebook, come ha fatto oggi Manuel Valli di www.fastblock.net, leggendo in anteprima la prima parte di questo articolo:

Commenti Manuel Valli Fastblock

Non perdere l’occasione per far decollare il tuo business, vai subito qui per saperne di più e iscriverti:
http://investoinitalia.it/workshop-imprenditori-2/

Fallo ora, perché per riuscire a seguire tutti i progetti, durante il Workshop e nei mesi successivi, abbiamo previsto

solo 20 posti disponibili

Inoltre se lo farai entro il 31 agosto, potrai iscriverti a soli €477+IVA per progetto, anziché €977+IVA.

Al tuo successo!

investo-in-italia-workshop-shark-tank-start-up-mario-menzio-ridotto

Mario Menzio