La storia è questa: Simone Padoin è un calciatore di 31 anni della Juventus.

Ci gioca dal gennaio del 2012 e, dando il suo onesto contributo, per quanto sporadico, ha contribuito alla vittoria di 4 scudetti consecutivi e altri trofei, quali l’ultima Coppa Italia. 

Si tratta del classico jolly, capace di cavarsela dignitosamente in diversi ruoli e buono per qualunque battaglia ed esigenza. Impiegato soprattutto come terzino destro o sinistro e a volte come interno di centrocampo, ha sempre fatto la sua figura e difficilmente è sceso sotto la sufficienza.

Non si tratta certamente di un fuoriclasse, ma di un giocatore che dove lo metti sta, facendo con diligenza il suo compito e compensando i suoi scarsi mezzi tecnici con tanta corsa, grande generosità e sapienza tattica.

 

Ma a tutto c’è un limite…

 

Nelle ultime due partite di campionato, che poi sono le prime due di quest’anno, Padoin ha giocato titolare nel ruolo che negli ultimi anni è stato ricoperto brillantemente dal “Professor” Andrea Pirlo, trasferitosi quest’estate ai New York City, e ultimamente anche dal “Principino” Claudio Marchisio, indisponibile causa infortunio, vale a dire quello di Regista davanti alla difesa.

Risultato?

Per la prima volta nella sua storia, la Juventus ha perso le prime due partite del Campionato a girone unico… non era mai accaduto in circa un secolo.

 

Tutta colpa di Padoin? Certamente no!

 

Anche il resto della squadra ha giocato male e soprattutto la responsabilità più grande è dell’allenatore che l’ha messo in quel delicato ruolo non solo la prima volta, ma, pur avendo deluso, anche la seconda, per di più con i temibili e agguerriti avversari della Roma, che non aspettavano altro.

 

Ma non è finita qui…

 

Proprio ieri la Società Juventus ha diramato la lista dei 25 giocatori con cui affronterà la prossima Champions League e Simone Padoin, pur essendo in perfette condizioni fisiche, è stato escluso, per cui, per la prima volta da quando è alla Juve, dovrà rimanere in Tribuna o a casa e guardarsela in TV.

 

Oltre al danno, la beffa! Povero Padoin! Come ho scritto, la responsabilità principale è del suo allenatore, ma qual è stata la sua colpa, gli errori che ha commesso e che tu non devi ripetere, se non vuoi fare la sua stessa (brutta) fine? 

 

Sono diversi e principalmente tre.

1° Errore Non saper dire di NO

Sappiamo tutti quanto sia difficile dire di NO, soprattutto se ce lo sta chiedendo qualcuno importante per noi o da cui dipende la nostra carriera, ma lui avrebbe fatto meglio ad ammettere i suoi limiti e provare a far cambiare idea al suo allenatore, a maggior ragione dopo la prima partita persa, ma non mi risulta che l’abbia fatto.

Lo stesso vale per te, se vuoi veramente far crescere il tuo business, devi imparare a ritagliarti lo spazio e il tempo necessario dalle altre tue attività e impegni.

Questo spesso significa dover dire NO all’amico che ti chiede un favore o al Cliente che ti chiede una prestazione non prevista e al di fuori del tuo campo, che quindi ti farà perdere un sacco di tempo con il rischio di non farla bene.

Oppure, se sei dipendente, al tuo capo che ti chiede di aumentare le ore di lavoro o prenderti nuovi impegni, che non rientrano nelle tue mansioni.

 

E anche alla tua famiglia.

Sì, anche alla tua famiglia.

Non ti sto dicendo che devi diventare uno/a spregevole “egoista”. Non funziona così e non avresti comunque successo.

Ma ti sto invitando a dare le giuste priorità, a distinguere quello che è veramente importante per te e per il futuro della tua famiglia e agire di conseguenza.

 

Quando si tratta di sviluppare una nuova idea di business o un brevetto ci vuole impegno e soprattutto costanza.

E’ importante riuscire a dedicarci del tempo, anche poco, ma tutti i giorni o almeno settimana, altrimenti ogni volta dovrai ricominciare daccapo e non arriverai mai in fondo.

Per cui tua moglie o marito capirà se quel giorno non puoi andare anche tu a fare la spesa o non ti potrai occupare di altre faccende in cui non sei indispensabile.

E’ necessario che tu sia chiaro con i tuoi cari sin dall’inizio e che capiscano che non lo fai per egoismo, ma perché hai bisogno di occuparti di un progetto veramente importante, di cui un domani beneficeranno anche loro.

2° Errore Voler fare tutto (da solo)

A differenza di Padoin, devi essere disponibile ad ammettere i tuoi limiti, soprattutto con te stesso.

Non c’è nulla di male!

E’ assai difficile che tu abbia già tutte le qualità ed esperienza che servono per portare il tuo progetto a un successo di massa.

Così come non esiste un giocatore di calcio che sappia giocare bene in tutti i ruoli, compreso il portiere, è molto raro che ciò succeda nel business.

Nel tuo caso ci sono sicuramente delle aree di eccellenza, in cui hai maggiore competenza e riesci molto bene, e altre in cui sei più carente e hai delle mancanze. In questi casi ti suggerisco di:

a) documentarti, formarti e lavorare su quelle lacune per colmarle e portarle alla sufficienza

b) grazie alla maggiore competenza acquisita, essere in grado di individuare, selezionare e inserire nel tuo team o prendere come collaboratori esterni le persone che hanno dimostrato di poter eccellere in tali aree: a ognuno il suo ruolo.

 

E’ un discorso simile a quello fatto per i 3 Poteri Magici dell’imprenditore, a cui ho dedicato un precedente articolo, che puoi leggere cliccando QUI.

 

3° Errore Non avere focus

Come scritto al punto 2, si sa che quando si vogliono fare troppe cose o ricoprire tanti ruoli diversi, è impossibile riuscire a farli tutti bene ed è ancor più difficile arrivare a eccellere in un compito specifico.

 

Nel business, il modello jolly alla Padoin non va bene!

 

Andare bene per tutti o per tutte le esigenze non va bene!

Il tuo progetto deve risolvere un problema ben specifico e possibilmente molto importante e grande (vedi il 1° punto dell’articolo: “7 semplici passi per iniziare a tramutare la tua Idea in un Successo planetario senza rischiare di rovinarti la vita e il conto in banca“). 

In caso contrario, se è troppo generica, la tua soluzione non sarà veramente efficace e la costruzione del tuo Brand e del relativo Marketing saranno praticamente impossibili.

 

Non mi piace mai usare il termine “devi”, ma “devi” essere focalizzato!

 

Solo così potrai avere un Brand facilmente riconoscibile e noto esattamente per quello che fa. Solo così riuscirai a definire un Target di clientela a cui rivolgerti e potrai comunicare loro in modo efficace. Nel caso di Investo in Italia il nostro target è ben preciso e definito:

  1. da una parte gli inventori-imprenditori
  2. dall’altra i potenziali investitori privati

Stop!

 

Tutto il resto non ci interessa e non ci deve distrarre dal portare al successo entrambi, facendoli incontrare dopo aver creato le condizioni giuste.

 

Se tu appartieni alla prima categoria allora non fare il Padoin e vieni a imparare i fondamentali del business e a conoscere i potenziali investitori al prossimo Workshop per imprenditori: http://investoinitalia.it/workshop-imprenditori-2/

Fallo ora, perché per riuscire a seguire tutti i progetti, durante il Workshop e nei mesi e anni successivi, abbiamo previsto

solo 20 posti disponibili e ne mancano veramente pochi…

Al tuo successo!

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Mario Menzio

P.S. Padoin non me ne voglia per questo articolo… 😉

Lui resta un buon giocatore e un’ottima persona, che in carriera, come detto, si è già tolto delle belle soddisfazioni, tra cui aver vinto più scudetti di fuoriclasse come Totti, Maradona o Platini.