Hai mai pensato a un’attività imprenditoriale, con le sue diverse fasi, come se fosse una persona?

Se ci pensi anche un business attraversa l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta*, esattamente come noi esseri umani.

Il problema è che molti business non nascono proprio oppure muoiono senza neanche aver compiuto i primi passi.

Rimangono un’idea nella mente di chi li ha concepiti oppure vengono alla luce, ma dopo pochi mesi muoiono di “fame”, patendo mille stenti e privazioni. 

Il motivo?

Mancanza di soldi e di competenze!

Oggi parleremo solo dei primi, fermo restando che la loro presenza, più o meno scarsa o abbondante, è direttamente collegata alle tue capacità e grado di conoscenza.

Io sono dell’idea che un buon business non è quello che ha bisogno di grandi investimenti per partire.
Se il progetto è buono e si crea il giusto processo, per cui genera profitti sin dall’inizio, possono bastare 100.000 euro, spesso anche meno della metà, per arrivare a guadagnare Milioni di euro nel giro di pochi anni.

Ma quando non ci sono neanche 10.000 o addirittura 1.000 euro per partire?

Se per esempio, come alcuni ci hanno scritto, non hai nemmeno 500 euro per partecipare al nostro Workshop per Imprenditori e Inventori, con cui avresti la possibilità di accelerare il processo, per arrivare prima al profitto, eliminando inutili sprechi di denaro e di tempo, come puoi fare?

Io spero che, se malauguratamente rientri in questo caso, ti sia già posto la domanda e anche trovata la soluzione, perché ciò che identifica un buon imprenditore è la capacità di non fermarsi di fronte alle difficoltà, ma trovare sempre delle soluzioni.

Se poi sei un ottimo imprenditore, con solidi attributi, non solo riesci a superare gli ostacoli, ma sai trasformare i problemi in opportunità.

Ogni volta che mi capita qualche intoppo importante e imprevisto, superato lo sconforto iniziale, mi pongo immediatamente la seguente domanda: “Come posso farlo diventare una possibilità per migliorare il mio business?”.

Ed è sempre successo che quel problema, una volta trovata la soluzione, sia diventato una risorsa in più e un motivo differenziante rispetto alla concorrenza, che deve affrontare la stessa situazione, ma non ha ancora trovato la risposta giusta.

 

Ma, qualora tu avessi lo stesso problema di tipo economico che, a quanto pare, blocca molti altri, impedendogli di iscriversi al nostro Workshop o di far compiere i primi passi al proprio progetto, ecco la soluzione per te.

Si tratta di due distinte azioni, che, se possibile, ti suggerisco di portare avanti contemporaneamente.

 

1a AZIONE: INIZIARE A VENDERE!

Se hai diversi modelli del tuo prodotto già realizzati e pronti per essere venduti o se puoi iniziare a fabbricarli, anche se ancora in una forma artigianale e sperimentale, inizia a venderli!

Non aspettare che tutto sia perfetto per iniziare a farlo!

Ma fallo adesso!

 

Allo scorso Workshop ha partecipato un team di Milano, composto da un fratello e due sorelle, che hanno proposto un nuovo modello di reggi-ombrello a spalla brevettato.

Bene. Loro non avevano le risorse sufficienti per partire con la produzione industriale, ma, nei giorni immediatamente successivi al Workshop, hanno fabbricato a mano e in casa circa 50 pezzi e hanno iniziato a venderli ad amici e parenti.

Quel primo guadagno verrà investito nel marketing che servirà per procurarsi nuovi clienti, usando le strategie che hanno appreso nel Workshop, a cui vendere la successiva produzione home&hand-made e così via, sino ad arrivare a un profitto tale da consentire loro di avviare una produzione in serie o avere abbastanza denaro e clienti per affidarla a un terzista.

Se la tua situazione è simile, inizia a vendere il tuo prodotto. Proponilo ai tuoi amici o fai il “porta a porta” se necessario, ma inizia a venderlo!

Come dico spesso, il miglior feedback che tu possa avere per misurare la validità della tua idea sono le vendite.

Solo vendendo ti puoi rendere conto se è effettivamente richiesta ed apprezzata e inoltre potrai avere tanti riscontri utili per migliorarla o per conoscere le obiezioni più frequenti.

E questo ti servirà tantissimo quando sarai pronto per impostare il tuo Marketing, cioè la tua comunicazione per vendere, online e offline, scritta, visiva o a voce, perché conoscerai già quali potrebbero essere i motivi per cui le persone compreranno o non compreranno il tuo prodotto e quindi potrai gestirli preventivamente.

Inoltre ti servirà moltissimo per riuscire a convincere gli investitori a credere nel tuo progetto e nella tua determinazione e qui veniamo alla seconda azione.

 

Prima di continuare a leggere, mettiti in posizione comoda, allontana ogni distrazione e spegni il telefono, perché, se non hai i fondi per sviluppare la tua idea, i prossimi minuti potranno essere decisivi per il tuo business e la tua vita, a condizione che metterai in atto quanto descritto.

 

 2a AZIONE: RACCOGLIERE DENARO DAGLI INVESTITORI!

Allora, prima di iniziare, capiamoci bene!

Io e il mio socio, Jonny Lo Piscopo, non ne possiamo più di chi ci scrive così:
Ho avuto un’idea straordinaria, aiutatemi a trovare 200.000 euro, 500k o un Milione e diventeremo ricchi insieme”,
che fa il paio con: “Ho un’idea fantastica, ma non la vengo certo a raccontare a voi che poi me la rubbate! So’ furbo io… mica so’ fesso”.

La seconda non c’entra con l’argomento di questo articolo, ma sappi che, in questi casi, la nostra reazione è: “Ma tienitela pure… sai quanto ce ne importa a noi della tua idea! Ne abbiamo mille ogni giorno di idee, noi personalmente e tramite i partecipanti ai nostri Workshop, ma quello che conta veramente è come vengono messe in pratica, la loro execution, e la verifica del mercato”.

Chiudendo questa piccola parentesi e tornando al primo caso, come puoi pensare che basti avere una bella idea da condividere per ricevere in cambio tali somme?!?!

Il denaro è importante per tutti e nessuno ne ha da buttare. Anche chi ha tanti soldi, veramente tanti, sa quanto siano sudati e ci pensa mille volte prima di darli a te o a chiunque altro.

Inoltre, ti rivelo questo segreto: chi ne ha tanti è proprio perché è bravo e attento nel gestirli, soprattutto se è partito da zero, e se ne guarda bene dal darli al “primo che passa”.

Quando si parla di certe somme, diciamo dai 200k in su, o di investitori qualificati, per non dire professionali, è perché il business è già abbastanza maturo e ci devono quindi essere:

 

investo-in-italia-workshop-shark-tank-start-up-TICK dei riscontri di mercato importanti

 

investo-in-italia-workshop-shark-tank-start-up-TICK un team qualificato e ben strutturato

 

investo-in-italia-workshop-shark-tank-start-up-TICK un business plan attendibile e interessante

 

investo-in-italia-workshop-shark-tank-start-up-TICK un sistema di marketing e acquisizione clienti valido

 

investo-in-italia-workshop-shark-tank-start-up-TICK una pianificazione chiara e ben definita per i prossimi 3 anni

 

Se ti manca anche solo una delle suddette condizioni, è inutile cercare quel tipo di finanziamento e presentarsi di fronte ad un investitore, gli faresti solo perdere del tempo e ti bruceresti quell’opportunità.

Se invece sei nella cosiddetta fase di SEED, che vuol dire seme o semina, cioè quando la tua creatura, il tuo “bambino” è ancora nella fase embrionale e hai bisogno di soldi per farlo nascere e mantenerlo, non è lì che devi andare a cercare i soldi che ti servono, ma molto più vicino e cioè tra quelli che ti conoscono.

Le persone in genere, che siano investitori qualificati o il tuo vicino di casa, non comprano il tuo progetto, ma compreranno innanzitutto te.
Se sono sicure che possono fidarsi di te, investiranno, altrimenti no.

E, se hai seminato bene negli anni passati, chi è che ti conosce meglio e si può fidare di te e della tua idea, che magari è solamente una nota e due schizzi su un foglio di carta?

Ma i tuoi amici, i tuoi parenti e tutte le persone che ti conoscono e hanno fiducia in te, chi altrimenti?

Quelli sono i primi a cui devi presentare il tuo progetto e chiedergli una mano e un sostegno economico, in cambio di una quota dei futuri utili.

 

Quanto vale il tuo progetto oggi? Onestamente.

Probabilmente, se facciamo una valutazione finanziaria seria, la risposta al momento attuale è zero.

Ma, volendogli concedere un potenziale, quanti utili potrà generare nei primi anni di attività o quanto potrebbe valere rivendendolo o cedendolo in affitto, se si tratta di un Brevetto?

Fai questo calcolo: prendi la somma totale e calcola la media annuale -> prendi la media e moltiplicala per 4 -> quello è il valore, molto empirico, del tuo progetto.

Ad esempio, se gli utili che prevedi nel primo anno sono 100.000 €, nel secondo 200.000 e nel terzo 600.000 €, la media annuale è  300.000 (900k/3) e il valore potenziale della tua idea o azienda è di € 1.200.000 (300k x 4, dove moltiplicare per 4 significa dividere per 0,25, cioè applicare un tasso del 25%).

A questo punto, tenendo comunque in considerazione il valore da te calcolato, dividilo della metà, in modo da essere più attendibile, e calcola quanto potrebbe valere in percentuale una quota di 1.000 euro.

Tornando all’esempio, dato il valore calcolato di 1,2 Milioni, la metà è 600.000, per cui ogni quota da 1.000 euro vale lo 0,1666% (1.000 / 600.000 in %).

Dato che si tratta di un numero scomodo da applicare, ti consiglio in casi del genere di considerare quote precise al primo decimale, per cui nell’esempio potrebbero essere da 600 euro, pari allo 0,1%, o 1.200, pari allo 0,2%, anziché 1.000. 

In ogni caso, una volta determinata la percentuale più comoda da applicare, stabilisci la quota minima.

Potranno essere 400 euro, come 1.000, 2.000 o 5.000, questo dipende da quanto è alto o basso il potenziale di investimento che secondo te ha il tuo giro di conoscenti e amici con maggiore disponibilità economica.

 

Ma, una volta stabilita la quota minima, qualunque essa sia, non accettare mai somme più basse, altrimenti ti complicherai inutilmente la vita.

 

CROWFUNDING FAI DA TE” IN 3 SEMPLICI PASSI

A questo punto sei pronto per iniziare il tuo personale Crowdfunding, che è un termine inglese che significa “raccolta fondi dalla gente”.

Esistono diverse piattaforme digitali, regolate da una precisa normativa nazionale, che consentono di farlo, ma se sei nella fase iniziale di cui parlavamo prima, non sei ancora pronto per accedervi, per cui devi ricorrere al “fai da te”, seguendo questi 3 semplici passi.

 

a) GOAL MINIMO

Come richiesto da tali piattaforme, fissati un goal, cioè qual è l’importo che ti serve per arrivare almeno al prossimo step ed entro quando vuoi avere quella cifra. Potrebbe trattarsi dei fondi necessari per brevettare la tua idea o registrare la Società o per creare il suo marketing o assumere nuove persone o iniziare a commercializzarla o avviare la prima produzione e quindi vendita.

Stabilisci quali sono questi step e i soldi necessari per arrivarci e poniti come obiettivo il primo traguardo. Una volta raggiunto, se il tuo business sarà subito profittevole, potresti non avere bisogno di altri fondi, almeno per un po’.

Altrimenti metterai già in programma di ricorrere a un secondo round di investimenti, sempre tra amici o parenti, o puntando più in alto, se nel frattempo il tuo business ha acquisito i requisiti di cui abbiamo parlato più sopra.

E’ importante che tu stabilisca il goal minimo perché è così che si fa e perché è indice di serietà quando andrai a chiedere le somme che ti servono.

 

b) ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE

Una volta completato il punto 1), puoi iniziare a fissare appuntamenti con le persone che ti conoscono meglio, si fidano di te e che sai avere disponibilità economica, in questi termini:

Ho progettato/brevettato ………….., molto interessante perché ……….…. e con un potenziale di mercato di…………. . Considerato che secondo i miei calcoli, molto prudenti, potrà produrre un utile di ………….. euro nei prossimi tre anni, è lecito affermare che questa idea/brevetto valga almeno …………… euro.
Ma, tenendo conto che il progetto è nella fase iniziale, ho ritenuto più opportuno partire da una valutazione pari alla metà, cioè di ………… euro.

In questo momento, considerata la validità del progetto e che come detto produrrà …..euro di utili, minimo e senza contare gli anni successivi, ho deciso di proporre alle persone, di cui mi fido e ho stima, come te, di acquisire una o più quote di …………. euro del progetto, pari all’….% dell’intero valore e godere di conseguenza di una parte dei futuri utili. In questa fase ho stabilito un obiettivo di ………….. euro che servirà per fare….. e questo……. e arrivare a questo risultato: ……….. .

Se tu vuoi, puoi acquisire una sola quota di ….. euro in cambio del …. % o più quote contemporaneamente, mediante il versamento della somma corrispondente e la stipula di un accordo di associazione in partecipazione, come stabilito dal Codice Civile.

Tutto questo a condizione che la somma prevista, anche se dovessi scegliere di prendere una sola quota, non ti serva per vivere o che tu abbia l’esigenza di avere un ritorno immediato in pochi mesi, perché, come detto ci vorrà …… tempo, prima di iniziare a produrre i primi utili, dopodiché ci sarà da divertirsi parecchio, ok?

A questo punto puoi mostrargli la bozza dell’accordo, da compilare con i suoi dati, che ti consiglio di farti preparare prima da qualche tuo amico avvocato affidabile, a cui puoi proporre lo stesso tipo di investimento o di concederti il suo tempo e competenza in cambio di una o più quote.

Certamente non tutti quelli che contatterai ti diranno “sì” e alla prima, molti ti risponderanno che hanno bisogno di tempo per pensarci e, in tal caso, mettigli sempre un po’ di fretta e dagli una scadenza massima entro cui darti una risposta.
In altri casi, invece, ti diranno direttamente di “no”. Pazienza, non te la prendere e rispetta la loro decisione, perché così facendo quel “no” potrebbe diventare un “sì” in futuro.

Ma, se hai seminato bene in passato, se stai “pescando nel lago giusto” e soprattutto vedranno “brillare” i tuoi occhi per l’entusiasmo e la convinzione, vedrai che arrivare a quanto necessario sarà molto più semplice e rapido di quanto tu possa immaginare adesso.

 

c) RENDICONTO PERIODICO

Una volta firmati gli accordi di associazione in partecipazione e raggiunta la somma prefissata, dai seguito a quanto avevi in programma e organizzati per fornire un rendiconto periodico a tutte le persone che hai coinvolto.

Resoconto che sarà sia descrittivo, che contabile per informarle di come stai investendo il loro denaro e i ritorni che sta producendo, non appena inizierà a darne.

 

Se ti sembra inverosimile o addirittura impossibile, considera che uno dei partecipanti al nostro ultimo Workshop di ottobre, ha già raccolto con questo metodo più di 80.000 euro nei seguenti 45 giorni e si avvia a raggiungere a breve il suo prossimo obiettivo minimo di 200.000 euro.

 

E poi, pensaci un attimo, se non riesci neanche a ricevere piccole somme tra chi ti conosce e si fida di te, come puoi pensare di convincere un investitore qualificato a darti i suoi soldi o quelli del fondo che gestisce?

Se credi che, dato che ne ha tanti, sarà più propenso a farlo, sei completamente fuori strada.

Proprio perché ha grande disponibilità, le occasioni d’investimento che gli vengono proposte sono innumerevoli, per cui ha possibilità di scelta e di sposare solamente i progetti che gli danno la massima affidabilità. Inoltre, in ogni caso, tutto sarà vincolato a un’attenta, lunga e scrupolosa due diligence, cioè verifica di tutti i requisiti necessari.

 

L’attività di crowfunding fai da te sopra descritta è, imprenditorialmente parlando, un’alternativa molto più valida rispetto al prestito, che invece comporta più potenziali problemi tra le parti.

 

Ma, se in questo momento hai bisogno di una piccola somma per partire o semplicemente per riuscire a partecipare al nostro Workshop, piuttosto ricorri anche a un prestito, rompi il salvadanaio, vendi la moto, inizia un secondo lavoro part-time o fai qualunque altra cosa per poterci essere.

 

Non posso credere che un imprenditore o aspirante tale, possa lasciarsi fermare da un ostacolo così piccolo.

 

E lo stesso vale per la distanza o comodità.

Eh sì, perché molti ci scrivono che Genova rimane un po’ fuori mano per loro…
Lo sappiamo bene che per tante persone è così, ma allora?

Hai capito che questa è un’occasione che ti consentirà di trasformare il tuo sogno in realtà e che può cambiarti la vita?

Qualche giorno fa ci ha scritto Osvaldo Fasano, di cui abbiamo già parlato in questo articolo: “Osvaldo Fasano: Io Inventore”

Ci ha aggiornato sugli ultimi sviluppi del suo progetto e ci ha detto che a breve farà un viaggio in treno di 12 ore ad andare e 12 ore a tornare, per far certificare il suo prodotto presso un Ente situato dall’altra parte d’Italia rispetto a dove vive lui e in cui servono tre cambi di treno per arrivarci.

Nota bene che Osvaldo ha 87 anni…

Devo aggiungere altro?

 

Basta con le scuse!

 

Ti stai solo tarpando le ali con le tue mani.

 

Pensa e valuta qualunque soluzione, ma trovala! Come dicono gli americani: FIGURE IT OUT!

Se vuoi partecipare al prossimo Workshop clicca sul link in basso e prenota il tuo posto. Ma fai in fretta perchè accetteremo solo le prime 10 candidature:
>>> http://investoinitalia.it/workshop-imprenditori-2/ <<<

Sarai fiero di te per come sei riuscito a superare questo ostacolo ed esserci anche tu.

E noi ti faremo complimenti e ti daremo la nostra massima disponibilità in cambio, perché avrai dimostrato di essere una persona con la giusta e necessaria determinazione.

Al tuo successo (se lo vorrai veramente)!

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Mario Menzio

*Il primo ad avere fatto questo paragone è Michael Gerber nel suo libro “The E-Myth Revisited – Why Most Small Business don’t work and what to do about it” (Il Mito dell’imprenditore Rivisitato/Smentito – Perchè molti piccoli business non funzionano e cosa fare al riguardo)